Adescare un minore attraverso tecnologie e social network è di per sé relativamente facile. Si entra in contatto tramite il profilo Facebook oppure dentro ad una chat e poi si approfondisce la relazione virtuale condividendo temi sempre più intimi e personali.

Nell’adescamento online tutto avviene in prima istanza tra le pareti domestiche e il contatto tra adescatore e potenziale vittima in moltissimi casi si confonde tra gli infiniti contatti virtuali che i nostri figli quasi quotidianamente intrattengono con molte persone ad essi sconosciute. L’adescatore, cioè, non ha la faccia dell’orco o del criminale, ma quasi sempre si presenta come una persona con una notevole competenza nello stringere e mantenere relazioni con il minore che diventa suo interlocutore.

La maggior parte dei casi di adescamento online hanno per protagonisti maggiorenni che usano Internet per incontrare e sedurre minori con l’obiettivo di coinvolgerli in attività connotate sessualmente. Gli strumenti di contatto sono e-mail, messaggi inviati tramite i profili dei Social Networks, chat rooms, tutti strumenti che permettono conversazione individualizzate e lo sviluppo di una buona intimità e privatezza tra i due interlocutori. Nella maggioranza dei casi, il minore è quasi sempre consapevole di essere in contatto con un adulto. Nella ricerca più approfondita svolta ad oggi sul tema delle vittimizzazioni dei minori online si scopre che solo il 5% degli abusanti ha finto di essere un minore e si è messo in contatto con un ragazzo/a non dichiarando la verità sul proprio status anagrafico. Lo stesso si può affermare anche per quel che riguarda le intenzioni sessuali dell’adulto, che sono quasi sempre rivelate in modo esplicito. Nei casi in cui si realizzi un incontro in modalità offline tra le due persone coinvolte nella relazione online, la ricerca afferma che l’adolescente ha ben chiaro che esce di casa con l’aspettativa chiara da ambo le parti in gioco di incontrarsi per avere un contatto sessuale in carne ed ossa nella vita reale. Tra l’altro, la gran parte dei minori coinvolti in situazione di questo tipo si dichiara innamorata del proprio partner adulto incontrato online.

Che cosa rende un minore a rischio di adescamento online?

L’adescamento online è un evento che nella quasi totalità dei casi coinvolge soggetti tra i 13 e i 17 anni, con una prevalenza principale nel gruppo dei giovani adolescenti (il 48% delle vittime presenti nelle statistiche ufficiali è rappresentato da 13enni o 14enni). Proprio perché preadolescenti ed adolescenti sono in quella fase del loro ciclo di vita in cui è particolarmente intensa e forte la curiosità, l’eccitazione e il bisogno di sapere ed esplorare il territorio della sessualità, la piattaforma offerta da Internet offre loro la possibilità di sviluppare relazioni interessanti ed eccitanti nella dimensione “online” senza le complicazioni e i rischi che si potrebbero verificare nella vita reale. Insomma, da molti le relazioni online potrebbero essere cercate in quanto ritenute più protettive e meno pericolose di quelle equivalenti nella vita reale. Internet è per sua stessa natura un ambiente dinamico ad alto tasso di interattività ed espressività e proprio questa sua caratteristica lo rende particolarmente gradito ai giovanissimi, perché offre loro due opportunità molto vicine ai propri bisogni di crescita: relazionarsi ed esprimersi. Pochi ragazzi hanno ricevuto nel loro percorso di crescita una buona educazione sessuale e quindi sono pochi coloro che tendono ad adottare nei loro comportamenti online le stesse regole di auto-protezione ed autodeterminazione che usano nella vita reale. Inoltre, la ricerca dimostra che coloro che sono stati coinvolti in progetti di prevenzione dedicati a questo tema, mostrano anche una certa precauzione nel fornire dati sensibili e personali a persone sconosciute, evitando perciò di poter essere riconoscibili e raggiungibili da individui di cui non conoscono l’identità.

La maggioranza dei minori invece, manca di tutte queste competenze preventive e protettive. Il livello di vittimizzazione sessuale al quale si trovano esposti i minori possa essere sdoppiato su due fronti:

a) Uno – più frequente – che si esaurisce in attività tutte agite nella virtualità, senza alcun contatto reale tra i soggetti coinvolti, e che può portare a conversazioni esplicite, scatti di fotografie, riprese video attraverso web-cam

b) Uno –meno frequente – che partendo dai contatti attivati online, mette poi uno di fronte all’altro il minore e l’adulto conosciuto online, spesso con il progetto condiviso di coinvolgersi attivamente in una o più attività sessuale. E’ chiaro che rispetto all’adulto che adesca il minore, è certamente più elevato il numero dei molestatori online. In questa popolazione, poi, si distingue  un piccolo sottogruppo che diviene un adescatore pronto a fare il passo successivo, ovvero a incontrare di persona il minore per coinvolgerlo in attività sessuali.

Di solito il molestatore online seduce il minore sviluppando uno stile di comunicazione che genera fiducia e confidenza: in modo graduale introduce il tema della sessualità e permette al ragazzo di conquistare progressiva intimità fino a proporgli eventualmente un incontro di persona. Questi passaggi possono essere anche accelerati dal tipo di contatto online che il minore e l’adulto utilizzano per mettersi e tenersi in relazione. Per esempio la ricerca dimostra che le chat-rooms permettono una comunicazione ancora più immediata e diretta tra i propri partecipanti e numerosi molestatori online hanno nel proprio curriculum vitae la partecipazione a molte di queste chat con uno stile sessualmente molto disinibito, connotato da conversazioni dal contenuto sessuale molto esplicito, ammiccamenti sessuali e linguaggio osceno .

LE CINQUE REGOLE SALVAVITA

Complessivamente, anche alla luce delle indicazioni appena fornite, i cinque consigli educativi che ogni adulto dovrebbe mettere in atto con un giovane adolescente, al fine della prevenzione dell’adescamento online sono i seguenti:

a) Monitorare le attività online del minore, per un tempo consistente dal momento in cui gli viene concessa la possibilità di navigare in modo solitario, gestire autonomamente un proprio profilo sui social network e utilizzare un proprio indirizzo di posta elettronica. 

b) Siate molto chiari rispetto alle vostre aspettative in relazione al suo modo di entrare in contatto con sconosciuti incontrati in rete e alle regole di auto-protezione e auto-tutela che devono essere messe in atto ogni volta.

c) Parlate a lungo dell’adescamento online, non per generare spavento, ma per facilitare la presa di coscienza e di consapevolezza da parte dei ragazzi. Se conoscono cos’è e come può diventare facile trovarsene coinvolti, probabilmente faranno molta più attenzione agli incontri virtuali di cui si renderanno attivi protagonisti e promotori. 

d) Date la certezza ai vostri figli che voi siete e sarete sempre disponibili a parlare con loro di tutto e che anche quando si trovano nel peggiore dei pasticci, e hanno paura a comunicarvi ciò che hanno commesso o la situazione complicata in cui si trovano coinvolti, voi vi preoccuperete di loro ed eviterete di arrabbiarvi. 

e) Di fronte ad ogni dubbio, non limitatevi a sperare che vi siete sbagliati e che probabilmente non è successo niente di grave, ma approfondite sempre la ricerca di particolari rispetto a situazioni che non vi sembrano chiare o che non vi lasciano tranquilli.