STOP PORN!

Molti padri di oggi pensano che la pornografia per un figlio maschio non rappresenti un grande problema. Molti dicono: “L’abbiamo usata anche noi da ragazzi, quindi non c’è problema. Sfido a trovare un maschio che non ne se ne senta attratto”. Ma i papà dovrebbero considerare che la pornografia che oggi viene proposta ai ragazzi è molto diversa da quella che guardavano loro da giovanissimi. È proprio cambiato tutto.
Un tempo la pornografia circolava attraverso riviste o videocassette e DVD. Averla tra le mani era un’impresa: bisognava comperare la rivista o la videocassetta e poi bisognava eliminare “il corpo del reato” in tutta fretta perché gli adulti non lo scoprissero. Inoltre, tutto questo aveva un costo e obbligava a “confrontarsi” con un fornitore o rivenditore, di solito adulto, tutti aspetti che autolimitavano l’esperienza. A parte pochi fanatici incapaci di farne a meno, la maggior parte dei ragazzi di tanto in tanto ci finiva dentro. Ma la vita era piena di tante altre cose, e anche gli stimoli sessuali erano comunque meno grafici, vividi, espliciti, intensi di quelli disponibili oggi. In effetti c’è una bella differenza tra il paginone centrale di Playboy dei nostri tempi, che presentava l’immagine di una donna nuda a tutta pagina e un video di un sito porno di oggi, in cui le persone si mostrano nell’esecuzione di un atto sessuale con modalità spesso violente e molto crude.
Come si può facilmente immaginare, due o tre decenni fa l’accesso a questi materiali non poteva avvenire entro le pareti di casa e nella comodità della propria cameretta. Oggi invece, seduto alla propria scrivania, con tre semplici click, anche un bambino può entrare a contatto con qualsiasi materiale e sito: insomma a 10 anni si può entrare nel territorio della pornografia senza percepire alcun tipo di limite, a meno che non intervengano gli adulti – i genitori primi fra tutti – a mettere confini e regole aiutando a comprendere che la pornografia è lontana dai valori sostenuti all’interno della famiglia e della comunità e di conseguenza non è apprezzata. Anzi: è vivamente disapprovata.
Capisco che, quando si è adolescenti, la curiosità e il bisogno di esplorare il campo della sessualità rappresentano fattori naturali e fisiologici, ma ci tengo a sottolineare, soprattutto come professionista, che quando queste curiosità e questi bisogni restano intrappolati nella pornografia, ne possono derivare danni e problemi anche significativi.
Penso che ogni padre e in genere ogni maschio adulto dovrebbe sensibilizzare chi cresce, spiegando che guardare grandi quantità di materiale pornografico in una fase in cui si formano modelli, aspettative, pensieri e fantasie relative alla sessualità può portare ad acquisire una visione del sesso, della donna e dei rapporti sessuali molto lontana dalla vita reale. Potrebbe per esempio succedere che a furia di vedere materiale di questa natura, un giovanissimo si convinca che le cose nella vita potrebbero (o ancora peggio: dovrebbero) funzionare e andare nello stesso modo in cui funzionano e vanno all’interno delle pellicole pornografiche.
E questo può rivelarsi un problema.
(estratto dal libro “Baciare, fare, dire. Cose che ai maschi nessuno dice” di Alberto Pellai, Feltrinelli Ed., 2015)

Avete parlato di pornografia con i vostri figli maschi? Avete proposto regole e limiti? Avete discusso con l’ora l’idea di sessualità che sta alla base della vostra vita, confrontandola con quella puramente eccitatoria e pulsionale proposta dalla pornografia? leggete questo messaggio con i vostri figli adolescenti. fatelo leggere ad altri papà. Nessuno parla di questo tema nel mondo dei maschi. Eppure ce n’è molto bisogno