Questo messaggio ci riguarda tutti, madri e padri, educatori e docenti: ma vorrei davvero che fosse letto il più possibile dagli uomini. Servono cinque minuti per completarlo. Ma saranno cinque minuti importanti per il vostro progetto educativo. Almeno lo spero.
Una nota marca di prodotti per rasatura – la Gillette – ha prodotto e diffuso uno spot che sta facendo discutere tutto il mondo (che voi potete visionare nel video sottotitolato in Italiano disponibile sulla home page del Corriere della Sera, il cui link è visibile in calce a questo messaggio). Nello spot si chiede agli uomini di aderire ad un nuovo modello di mascolinità, più consapevole, più attento alle emozioni (proprie e altrui) e soprattutto si chiede agli uomini di farsi portatori di un nuovo modo di intendere le relazioni con l’altro sesso e con la sessualità in genere. Lo spot si conclude con la richiesta di abbracciare questo cambiamento e questa trasformazione anche per aiutare le nuove generazioni ad abbandonare alcuni aspetti ricorrenti dell’essere maschio che colludono in modo inequivocabile con il bullismo, con il sessismo, con l’aggressività, fattori che in parte contribuiscono ad alimentare anche una delle emergenze sociali più sentite oggi, ovvero la violenza di genere.
Questo spot ha spaccato il mondo degli uomini in due. Centinaia di migliaia di reazioni di uomini sono state postate sui social e ovunque nel web, chiedendo all’azienda di interrompere questo genere di comunicazione, ritenuto dannoso per il genere maschile. Da qualche anno (in particolare dopo tutto l’allarme e le polemiche sollevate dalla diffusione della cosiddetta teoria del gender) i messaggi finalizzati a rendere gli uomini più consapevoli delle proprie emozioni, del proprio mondo interiore, della necessità di trasformare il proprio disagio in richiesta d’aiuto e in parola – invece che in agiti violenti e in aggressività – è da molti ritenuto un invito alla de-mascolinizzazione e alla de-virilizzazione del genere maschile. Come se essere maschi e identificarsi con il proprio genere comportasse dare per scontato che …. “i veri uomini non piangono mai”, “i veri uomini non chiedono, prendono”, “i veri uomini sanno che la donna che dice no, in realtà, vuole dirti sì….. ma le piace fare la preziosa”.
Ecco, io penso che non è più tempo di “Veri uomini”. Forse è arrivato il tempo di essere, e quindi diventare” “uomini veri”. Che è tutta un’altra cosa. Chiedo alle donne che condividono questo messaggio e il contenuto dello spot Gillette, di far leggere questo post il più possibile ad altre donne, mamme e non, ma soprattutto ai loro compagni e ai loro figli maschi. Ma soprattutto chiedo agli uomini di farlo. Di solito, questo genere di argomenti (che ci riguardano tutti in prima persona, nessuno escluso) viene da noi maschi ritenuto “di serie B”. Io penso che invece si tratti di argomenti di Serie A. Quindi sarebbe davvero auspicabile trovare commenti e condivisioni degli uomini, dei padri, degli educatori. Per dimostrare che tutto questo ci sta a cuore. E che ci interessa molto più essere uomini veri…… ovvero consapevoli di ciò che ci serve per essere ciò che vogliamo essere e non ciò che i codici che definiscono il ruolo di genere ci fanno diventare. Ho molto a cuore questo argomento, che ho affrontato in due libri per adolescenti: “Baciare, fare, dire. Cose che ai maschi nessuno dice” e “Bulli e pupe. Come i maschi possono cambiare, come le ragazze possono cambiarli” (Feltrinelli ed.)