Una adolescente che si sente esclusa dal gruppo dei pari decide – per acquisire popolarità – di diventare sessualmente disponibile con alcuni maschi della sua scuola. Ma dopo qualche settimana comincia a soffrire di attacchi di panico.

Un preadolescente di 11 anni soffre di dolorosissimi attacchi di emicrania dopo aver cominciato a visitare un sito pornografico per adulti, di nascosto dai suoi genitori e con intensità sempre più frequente.
Una giovanissima invia una sua foto a seno nudo al quindicenne che le piace molto, il quale continua a mandarle, tramite SMS, messaggi sessualmente sempre più espliciti.

Una dodicenne viene ricattata attraverso il web da un uomo adulto con cui ha stretto amicizia tramite Facebook. Quest’uomo la obbliga a mostrare il suo corpo nudo davanti alla web cam per poi diffonderlo nel circuito della pedopornografia. Il caso farà scattare le indagini della polizia postale.

Sono queste le quattro storie di giovanissimi ragazzi e ragazze che aprono i quattro capitoli monotematici del libro Tutto Troppo presto. L’educazione sessuale dei nostri figli nell’era di Internet. Le vicende da cui prende spunto il mio manuale sono storie apparentemente lontane dalle nostre vite. Eppure sono capitate in famiglie esattamente uguali alle nostre. Famiglie i cui genitori, dopo aver scoperto cosa stava succedendo ai propri figli, hanno detto: “Io non me lo sarei mai aspettato”.

Sempre più spesso bambini e ragazzi “entrano” nel mondo e lo esplorano attraverso i nuovi strumenti che la tecnologia mette a loro disposizione. Se per le generazioni passate il problema educativo degli adulti era fortemente vincolato alla comprensione di cosa rendere disponibile e usufruibile per un minore, oggi la situazione si è completamente modificata. I nuovi strumenti digitali, usati dai minori, prevedono un elevato livello di interattività e permettono a bambini e ragazzi di stare in contatto con conosciuti e sconosciuti e di fare spesso cose pericolose che per noi adulti risultano addirittura impensabili.

Per esempio, per sempre più numerosi sono i docenti e genitori che si sentono esterrefatti e impotenti di fronte al numero sempre crescente di giovanissimi che fanno sexting (termine inglese che contrae le due parole “sex” e “posting”, stando a significare la volontaria distribuzione attraverso strumenti tecnologici di immagini proprie o altrui connotate da nudità o esplicito contenuto sessuale e quasi sempre riferito a soggetti di sesso femminile e di età minorenne). Le poche ricerche oggi rivelano che tale pratica – impossibile ad immaginarsi solo dieci anni fa – sembrerebbe avere una diffusione significativa nella popolazione delle preadolescenti e prime adolescenti e che, al momento, essa non è concretamente toccata da strategie educative e preventive, perché gli adulti – che se ne dovrebbero occupare – vivono con paura e silenzio difensivo la presa di coscienza che nel mondo dei bambini e dei ragazzi stanno verificandosi trasformazioni così impensabili in cui viene resa vulnerabile la loro dimensione psicoemotiva ed utilizzata la sessualità, finalizzandola ad obiettivi non allineati con i loro reali bisogni di crescita e sviluppo.

Quando venti anni fa ho cominciato ad occuparmi di educazione sessuale, prevenzione primaria dell’abuso sessuale sui minori e dello sviluppo di materiali e risorse per aiutare gli adulti a fare una buona educazione sessuale non avevo previsto che nel giro di pochi anni avrei dovuto cambiare approccio al problema, acquisire nuove prospettive e aggiornare i miei materiali e metodi di lavoro con nuove risorse in grado di rispondere alle esigenze e ai bisogni dei nativi digitali.

Ora posso dire di avere una notevole esperienza sul campo. Per questo, di fronte ai rischi correlati all’uso delle nuove tecnologie che impattano il percorso di educazione e sviluppo sessuale dei nostri figli, penso di essere una figura autorevole e qualificata per aiutare gli adulti che si sentono confusi ed incerti su quali siano le strategie educative e preventive che è necessario adottare per tutelare la salute ed il benessere psicologico ed emotivo dei soggetti in età evolutiva, rispetto a temi complessi e spinosi come quelli che verranno affrontati in questo blog: sexting, pornografia online, adescamento online, sessualizzazione precoce dei minori.

Spero che questo blog aiuti noi adulti a sviluppare un pensiero comune e a rispondere ai bisogni di chi sta crescendo, bisogni fisiologici, naturali e fondamentali, sempre più spesso, però resi oggetto dell’azione senza scrupoli degli strateghi del marketing e da coloro che intorno alla sessualità hanno generato un mercato dal profitto smisurato. O che, peggio ancora, sfruttando la naturale curiosità dei minori verso la sessualità e sfruttandone la confusa eccitazione, si intromettono nella loro vita con il fine di “rubarne” l’innocenza e di sfruttarne l’inesperienza e la solitudine per procurarsi vantaggi di natura sessuale.

Come dimostrano i dati di ricerca, lo sfruttamento sessuale dei minori ai fini commerciali è sempre più aggressivo e muove sempre più denaro. Al tempo stesso, gli adulti che abusano di minori approfittando dei mezzi offerti dalle nuove tecnologie è in crescita esponenziale. Di questo come genitori ed educatori non possiamo rimanere né inconsapevoli nè passivi. Ecco perché è nato questo blog.