Bambini, preadolescenti ed adolescenti  sempre prima e sempre più frequentemente  utilizzano pornografia, quasi sempre senza alcun genere di supervisione e intervento educativo da parte degli adulti.

Quasi tutte le ricerche concordano nell’affermare che circa 1 minore su 3 ha visto pornografia intenzionalmente e che 7  su 10 si sono imbattuti occasionalmente nella pornografia, senza averla cercata . Salendo in età si scopre che quasi 9 giovani maschi su 10 e  1 giovane donna su 3 riferiscono di usare pornografia regolarmente .  La diffusione del consumo di pornografia  dei giovanissimi li mette a rischio di trovarsi coinvolti in un maggior rischio di malattie a trasmissione sessuale e gravidanze in adolescenza. Inoltre, i maschi che vedono pornografia regolarmente tra i 12 e i 17 anni hanno un debutto sessuale più precoce.

Il consumo di pornografia in età precoce obbliga gli adulti  a gestire una situazione delicata, perché da una parte i minori hanno una naturale e fisiologica curiosità e voglia di sapere rispetto alla sessualità, ma d’altra parte tali elementi – attraverso la pornografia – si incrociano con materiali, stimoli e sollecitazioni che possono rivelarsi pericolosi  per un soggetto in età evolutiva.

La pornografia potrebbe infatti “intercettare” non solo i circuiti della curiosità fisiologica per l’età del minore e dell’eccitazione, ma anche quelli del trauma. Ovvero, ciò che un bambino vede in siti pornografici per adulti potrebbe rivelarsi non solo attraente, ma anche spaventevole, così da indurre nel soggetto un quadro clinico difficile da definire sia per lo specialista che per il ragazzo stesso. Molti ragazzi infatti affermano di trovarsi al tempo stesso attratti e spaventati da ciò che vedono in un video pornografico: “mi attira, ma mi fa paura”  potrebbe essere la frase che spiega quel senso di disagio e spavento che alcuni di loro sperimentano davanti ad immagini esplicite e a volte anche molto violente tanto da derivarne un problema clinico che ha le stesse caratteristiche della sindrome post-traumatica da stress.

Inoltre, per chi è molto giovane visionare  grandi quantità di materiale vietato ai minori in una fase in cui si generano modelli, attitudini, aspettative, pensieri e fantasie relative alla sessualità può portarlo  a credere che la visione del sesso, della donna e dei rapporti sessuali proposti dalla pornografia sia  quella corretta e normale e perciò quella cui ispirarsi e da perseguire nella vita reale.

E’ per questo che gli adulti devono imparare a parlarne con i loro  figli e studenti proponendo messaggi educativi, condividendo confini e limiti che devono essere definiti all’interno del dialogo e della relazione reciproca. Soprattutto i padri devono sentire di dovere (e volere) giocare un ruolo in prima persona rispetto a questo tipo di prevenzione,  anche perché la letteratura scientifica ha posto in evidenza alcune attitudini che in età precoce la pornografia può slatentizzare nei giovanissimi. Essa infatti favorisce un debutto precoce nella sessualità agita,  promuove norme sociali e un’accettazione poco problematica di stili di vita sessualmente promiscui o ad alto rischio, genera nell’individuo un disagio sia organico, che emotivo-relazionale (l’utilizzatore a rischio di dipendenza sperimenta vergogna, colpa, ansia, confusione e riduce la ricerca di legami sociali nella vita reale) e indebolisce le competenze pro-sociali e la capacità del soggetto di creare intimità con un’altra persona, facilitando la slatentizzazione di comportamenti violenti in associazione alla pulsione sessuale.

In concreto, il ricorso alla pornografia senza la mediazione, limitazione, regolazione e controllo degli adulti spinge i minori verso più frequenti comportamenti a rischio nell’area della sessualità e li lascia spesso deboli e vulnerabili nella loro capacità pro-sociale di costruire relazioni intime.

I messaggi da discutere con un minore

Per fare prevenzione, ecco i messaggi principali che gli adulti dovrebbero affrontare con chi sta crescendo per permettere una riduzione quali-quantitativa dei rischi associati ad una precoce fruizione dei contenuti pornografici.

– La pornografia è molto attraente per i maschi, ma può generare dipendenza. 

– La pornografia racconta una sessualità esclusivamente orientata alla ricerca del piacere senza alcuna attenzione all’intimità, alla relazione e alle emozioni delle persone coinvolte.

– La pornografia attribuisce alla donna un ruolo passivo e sottomesso, trasformandola in un oggetto di piacere.

– La pornografia mostra soggetti performanti, che vivono la sessualità alla stregua di un’attività atletica grazie alla quale godimento e piacere sono garantiti, continui e amplificati a dismisura.

– La pornografia incita ad avere rapporti sessuali, senza mostrarne le conseguenze emotive e le implicazioni sulla salute psicofisica delle persone che da essa possono derivare.